Cambio della fotocopiatrice: comprare o noleggiare?

Essere o non essere questo è il dilemma…che tradotto nella vita d’ufficio si è trasformata in comprare o noleggiare la fotocopiatrice.

Qualche mese fa abbiamo notato che la fotocopiatrice dell’ufficio legale, presso cui presto la mia attività, cominciava a fare strani rumori e a non stampare più correttamente.

L’avvocato,seppur riluttante ha chiesto a noi collaboratori di contattare l’assistenza per capire se il macchinario fosse o meno aggiustabile.

Arrivato il tecnico e valutata la spesa de doversi sostenere, ha consigliato il cambio del macchinario giudicato ormai obsoleto con uno strumento più evoluto.

Il tecnico, quindi ha fissato un appuntamento in ufficio del commerciale della ditta per la quale lavora con il titolare dello studio.

Essendo l’avvocato, giovane, ma non propriamente un esperto di tecnologia, ha voluto che fossi presente il giorno dell’appuntamento.

Il commerciale ci propose diverse soluzioni, dalla fotocopiatrice in bianco e nero a quella a colori, dalla fotocopiatrice standard a quella multifunzione.

Raccolte le informazioni ci saremmo fatti vivi dopo qualche giorno dicemmo allo stesso.

Nei due giorni successivi lo spirito dell’avvocato divenne torvo.

Comprare o noleggiare? Comprare o noleggiare? Comprare o noleggiare? E così per due giorni.

Devo dire che era fin quasi spassoso incontrarlo in ufficio e vedere che faceva questa domanda a tutti noi collaboratori.

Mi chiese un parere ed io gli feci notare che, nel contratto proposto, vi era la fornitura di carta e l’assistenza compresa nella quota mensile che avremmo dovuto versare, avremmo…avrebbe.

Si decise poiché l’offerta era più conveniente conti alla mano.

Inoltre avrebbe evitato l’obsolescenza della macchina e quindi avrebbe evitato la perdita di valore della stessa.

Ad oggi abbiamo una macchina moderna e veloce.

L’avvocato è soddisfatto della scelta fatta e onestamente manca vederlo angustiato in quel turbinio di pensieri da zio paperone “Comprare o noleggiare…comprare o noleggiare”…

 

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Manager e Coaching

Anche i manager hanno, talvolta, bisogno di esser supportati nella loro attività. Si pensi al cumulo di stress al quale queste persone devono far fronte e si pensi a come negli anni sia cambiato lo scenario lavorativo. Esser manager negli anni ’90 aveva le sue problematicità, ma i manager del giorno d’oggi devono, se confrontati a quelli del passato, esser più reattivi ai cambiamenti.

Per reggere a queste pressioni, il Manager può farsi affiancare da un professionista che lavori con e su il manager, “allenandolo”  ed aiutandolo ad acquisire quelle competenze nuove che lo rendano capace di innovarsi ed assorbire le mutazioni repentine che il proprio mercato di riferimento.

Le aziende moderne hanno, in parte, capito l’importanza del capitale umano e si sono attrezzate creando dei corsi interni di coaching per i propri manager.

Ma che benefici comporta un corso di coaching in ambito manageriale?

Come detto in precedenza, il corso di coaching per manager comporta, in capo a questi ultimi, lo sviluppo di una metodologia da applicare in ambito lavorativo capace di assorbire parte dello stress che si va ingenerando.

Si perfezionano i lati caratteriali del manager al fine di ottenere non un capo, ma un leader in grado di assumere decisioni. Inoltre il manager potrà a sua volta utilizzare ciò che ha imparato durante il corso per migliorare le sue performance e quelle del team di collaboratori, creando un clima positivo e di cambiamento che possa quindi esser vincente.

Il manager infonderà quindi fiducia nel proprio team il quale, a sua volta, risponderà ai bisogni del manager e quindi dell’azienda, dando il massimo.

Il coachig rivolto al manager è un corso di sviluppo del personale. Il capitale umano dell’azienda è, oggi più che mai, la vera risorsa che può far la differenza in ambito lavorativo.

Personale debitamente motivato sarà in grado di dare il massimo in momenti di forte stress e garantirà all’azienda di poter competere sui mercati e di rispondere velocemente ai cambiamenti che questo impone.

Acquistare complementi d’arredo nell’era del web

Ogni abitazione è lo specchio di chi la abita e segue le mode del momento, anche in fase di vendita. Per questo motivo si vede l’accrescersi della presenza sul web di negozi specializzati in arredi.

Arredare una casa non sempre è semplice, progettarla e arredarla al meglio è un’avventura che coinvolge prima o poi la vita di ciascuno di noi, ma grazie all’utilizzo del web tutto può diventar più semplice.

Un tempo, non molto distante dall’oggi, l’arredamento rispondeva a delle regole e schemi che oggi vengono stravolti dalla parola d’ordine mixare, ovvero mescolare stili differenti per conferire personalità alle stanze e più precisamente alla nostra abitazione, utilizzando elementi di design, come poltrone moderne abbinate ad elementi vintage. Se un tempo la scelta era vincolata dai negozi fisici nelle vicinanze della nostra abitazione, oggi ,attraverso il web, le distanze si sono ridotte e quindi arredi che erano di difficile reperimento ora sono diventati alla portata di un click.

Con l’utilizzo mirato degli strumenti web è possibile, dalla comodità della propria casa o ufficio, acquistare gli arredi che ci necessitano.

Inoltre è il caso di dire che molti negozi di arredamento si sono affacciati al web non solo per fornire le proprie indicazioni di riferimento, ma hanno costruito veri e propri negozi virtuali dove è possibile visionare nel dettaglio i prodotti che mettono in vendita e attraverso il sistema di chat on line è possibile porre domande e richiedere consigli ad arredatori professionali che collaborano con queste realtà.

A questo deve aggiungersi che l’acquisto  online, anche nel settore dell’arredamento, è un’esperienza che avviene in tutta sicurezza e che permette di effettuare acquisti a costi più convenienti.

I moderni siti internet per l’acquisto di mobili sono generalmente studiati e costruiti per agevolare la navigazione, per condurre il potenziale cliente a chiudere la transazione senza difficoltà.

Pertanto, attraverso il mouse, si potranno effettuare compere un tempo impensabili, quali ad esempio acquisti direttamente dalla casa produttrice avendo le stesse garanzie che in un negozio fisico.

Come scegliere un portone blindato

Il portone d’ingresso deve garantire innanzitutto sicurezza, ma non deve rinunciare all’estetica. Cerchiamo di fare chiarezza per orientarsi nella difficile scelta di un portone, che possa soddisfare tutte le nostre esigenze.
Un’installazione a regola d’arte di una porta di ingresso rappresenta il primo passo per aumentare la sicurezza dell’abitazione, e il mercato offre diverse proposte di porte resistenti all’effrazione. Senz’altro un elemento di qualità è che il prodotto made in Italy. Oltre a questo si aggiungono le caratteristiche produttive di ogni singola azienda costruttrice e da non sottovalutare il gusto personale dell’acquirente. La sicurezza rappresenta la caratteristica prioritaria, in quanto la porta viene progettata proprio per proteggere da intrusioni esterne. Il tutto è regolamentato dalle norme europee che assegnano alla porta una classe con un valore che cresce con l’aumentare della resistenza.
Un fattore importante importante sarà quello di valutare la trasmittanza termica della porta, tale valore misura la dispersione di calore, che avviene attraverso la porta. Il suo valore dà indirettamente l’indicazione della capacità di isolare termicamente l’interno dall’esterno, con conseguente risparmio di energia.
Altra caratteristica da tenere presente è l’isolamento acustico che viene indicato con apposita tabella dal costruttore.
Abbiamo parlato in precedenza del fattore estetico, infatti l’ingresso di una abitazione ricopre un ruolo fondamentale perché consente l’accesso nel proprio mondo garantendo al contempo sicurezza e serenità senza trasformare la propria casa in una fortezza medievale. L’estetica della porta deve essere in sintonia sia con le finestre sia con le porte interne.
Quindi dobbiamo e possiamo pretendere, con gli standard qualitativi odierni, porte sicure ma anche belle. I produttori posseggono una vasta gamma di scelte sia estetiche sia di sicurezza in grado di soddisfare ogni esigenza.

Articolo a cura di Metalnova, azienda specializzata nella vendita di portoncini blindati, visita: http://www.metalnova.it/

L’invenzione dell’aspirapolvere

L’invenzione dell’aspirapolvere deve la sua paternità a 2 inventori: Il primo è Hubert Cecil Booth che intorno al 1901 prendendo spunto da una macchina per la pulizia dei treni, realizzò un apparecchio molto maneggevole, che era in grado di aspirare la polvere. Presentò la sua invenzione in Inghilterra ma la sua idea non riscosse successo.
L’altro inventore fu lo statunitense James Murray Spangler, che a causa della sua patologia asmatica decise di inventare qualcosa che potesse eliminare la polvere tanto dannosa alla sua salute. Si rese conto della potenzialità della sua invenzione ma non aveva i mezzi per una produzione industriale. Pertanto, brevettò l’invenzione nel 1908 e vendette il brevetto alla società di suo cugino, la “Hoover Harness and Leather Goods Factory” società che divenne famosa proprio con la vendita degli aspirapovere.
Per molti anni l’aspirapolvere professionale rimase un articolo di lusso, ma dopo la seconda guerra mondiale la sua diffusione aumentò e divenne, anche, uno dei prodotti della produzione dell’industria italiana.
Una menzione particolare merita senz’altro la storia del Folletto. Alla fine del 1800 la Vorwerk, azienda tedesca fino ad allora specializzata nella produzione di tappeti e grammofoni, a causa della crisi del 1929, decise di produrre degli aspirapolvere partendo dai motori invenduti dei grammofoni. Il primo modello entrò in produzione il 30 maggio 1930. Nonostante il prezzo basso non ebbe molto successo, fino a quando l’azienda non decise di passare al sistema di vendita porta a porta. L’Italia fu il primo mercato al di fuori della Germania dove la Vorwerk iniziò a vendere il suo Folletto, a partire dal 1938, ed è tuttora uno dei principali mercati dell’azienda.

Cinque step per una buona strategia investigativa

Non importa quanto sia complicato o apparentemente ovvio un caso, un buon investigatore deve sempre approcciare l’indagine in modo metodico. Questo metodo, provato e testato, è utile per portare a termine ogni attività investigativa con successo.

1. Tenere un diario aggiornato
Mantenendo una registrazione dettagliata dell’indagine, sarà più semplice risolvere caso per caso. Conosciuto come murder book, è il libro in cui gli investigatori registrano ogni fase di un’indagine, comprese le dichiarazioni dei testimoni, i rapporti forensi e tutte le risorse utilizzate. Per risolvere un caso le informazioni non sono mai troppe.

2. La linea temporale
La linea temporale è una parte essenziale di ogni un’indagine e se fatta bene sarà in grado di risolvere al meglio ogni tipo di indagine.

3. Seguire ogni pista
Tenere tutte le piste aperte di un caso è essenziale per il successo di un investigatore. Le investigazioni sono raramente semplici, seguire tutti gli indizi – non importa quanto scontati siano – sarà di fondamentale importanza. Che si tratti delle dichiarazioni di testimoni o dei suggerimenti che ci verranno forniti, gli investigatori dovranno far tesoro di tutto.

4. Tutto può essere una prova
Tutto può essere considerato come prova. L’elaborazione sistematica di tutte le risorse che vengono raccolte può notevolmente aumentare le possibilità di risolvere un caso. Non solo la raccolta di prove forensi o eventuali impronte digitali, ma la determinazione di ciò che appartiene o non appartiene ad una determinata possibilità di scenario investigativo può essere altrettanto utile come file digitali, spostamenti, strane frequentazioni.

5. Perseverare
Il tempo può essere un fattore importante nelle indagini, se non si trova subito qualcosa l’importante è perseverare, perchè chiunque prima o poi commetterà un passo falso in grado di fornire preziose informazioni sull’indagine svolta, di qualsiasi natura essa sia.

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