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Scopriamo da vicino il disturbo della narcolessia

Scopriamo da vicino il disturbo della narcolessia

Narcolessia: di cosa si tratta?

La narcolessia è un disturbo neurologico che si manifesta con un’eccessiva sonnolenza diurna. Considerata una malattia rara, la narcolessia colpisce, tuttavia, una crescente percentuale della popolazione. Gli attacchi di sonno infatti sono incoercibili e si manifestano all’improvviso nel corso della giornata. Qualcuno, ad esempio, potrebbe attribuire gli attacchi di sonno ad un periodo di eccessiva stanchezza. Tuttavia, è bene non sottovalutare i sintomi e fare caso anche ad altre problematiche che si manifestano in chi soffre di questa patologia.

 

I principali sintomi della narcolessia

  • Sonnolenza diurna eccessiva quotidiana;
  • Irrefrenabile voglia di dormire: questi attacchi di sonno possono verificarsi improvvisamente durante il giorno, anche durante attività come mangiare, guidare, lavorare.
  • Allucinazioni ipnagogiche ovvero la persona sogna letteralmente ad occhi aperti e questi sogni interagiscono però con la realtà.

La narcolessia può iniziare a manifestarsi durante l’adolescenza, a partire dai 15 anni, ma non viene diagnosticata fino all’età adulta, spesso perché scambiata per la mancanza di voglia di dormire che caratterizza la fase adolescenziale. Soffrire di narcolessia significa avere difficoltà a vivere una vita normale, spesso senza neanche essere completamente capiti.

 

La cura della narcolessia

E’ chiaro quindi che  questi sintomi portano una serie di disagi nella vita di tutti i giorni. Per questo motivo la narcolessia, una volta diagnosticata, deve essere assolutamente curata. E’ possibile rivolgersi a terapisti e medici del sonno, che si occuperanno di studiare la malattia ed elaborare un piano di cura personalizzato e che tenga conto delle esigenze del paziente. La gestione della malattia consiste essenzialmente in una buona gestione del sonno compresa la pratica dei sonnellini durante il giorno. I pazienti possono essere trattati con antidepressivi che contrastano gli “attacchi di sonno”. Vengono anche prescritti diversi trattamenti farmacologici per stimolare la vigilanza. Ma questi trattamenti limitano semplicemente i sintomi, senza curare i malati. Si consiglia ovviamente di rivolgersi a un medico per una consulenza personalizzata, prima di assumere stimolanti per il sistema nervoso centrale.