L’invenzione dell’aspirapolvere

L’invenzione dell’aspirapolvere deve la sua paternità a 2 inventori: Il primo è Hubert Cecil Booth che intorno al 1901 prendendo spunto da una macchina per la pulizia dei treni, realizzò un apparecchio molto maneggevole, che era in grado di aspirare la polvere. Presentò la sua invenzione in Inghilterra ma la sua idea non riscosse successo.
L’altro inventore fu lo statunitense James Murray Spangler, che a causa della sua patologia asmatica decise di inventare qualcosa che potesse eliminare la polvere tanto dannosa alla sua salute. Si rese conto della potenzialità della sua invenzione ma non aveva i mezzi per una produzione industriale. Pertanto, brevettò l’invenzione nel 1908 e vendette il brevetto alla società di suo cugino, la “Hoover Harness and Leather Goods Factory” società che divenne famosa proprio con la vendita degli aspirapovere.
Per molti anni l’aspirapolvere professionale rimase un articolo di lusso, ma dopo la seconda guerra mondiale la sua diffusione aumentò e divenne, anche, uno dei prodotti della produzione dell’industria italiana.
Una menzione particolare merita senz’altro la storia del Folletto. Alla fine del 1800 la Vorwerk, azienda tedesca fino ad allora specializzata nella produzione di tappeti e grammofoni, a causa della crisi del 1929, decise di produrre degli aspirapolvere partendo dai motori invenduti dei grammofoni. Il primo modello entrò in produzione il 30 maggio 1930. Nonostante il prezzo basso non ebbe molto successo, fino a quando l’azienda non decise di passare al sistema di vendita porta a porta. L’Italia fu il primo mercato al di fuori della Germania dove la Vorwerk iniziò a vendere il suo Folletto, a partire dal 1938, ed è tuttora uno dei principali mercati dell’azienda.