Come scegliere un portone blindato

Il portone d’ingresso deve garantire innanzitutto sicurezza, ma non deve rinunciare all’estetica. Cerchiamo di fare chiarezza per orientarsi nella difficile scelta di un portone, che possa soddisfare tutte le nostre esigenze.
Un’installazione a regola d’arte di una porta di ingresso rappresenta il primo passo per aumentare la sicurezza dell’abitazione, e il mercato offre diverse proposte di porte resistenti all’effrazione. Senz’altro un elemento di qualità è che il prodotto made in Italy. Oltre a questo si aggiungono le caratteristiche produttive di ogni singola azienda costruttrice e da non sottovalutare il gusto personale dell’acquirente. La sicurezza rappresenta la caratteristica prioritaria, in quanto la porta viene progettata proprio per proteggere da intrusioni esterne. Il tutto è regolamentato dalle norme europee che assegnano alla porta una classe con un valore che cresce con l’aumentare della resistenza.
Un fattore importante importante sarà quello di valutare la trasmittanza termica della porta, tale valore misura la dispersione di calore, che avviene attraverso la porta. Il suo valore dà indirettamente l’indicazione della capacità di isolare termicamente l’interno dall’esterno, con conseguente risparmio di energia.
Altra caratteristica da tenere presente è l’isolamento acustico che viene indicato con apposita tabella dal costruttore.
Abbiamo parlato in precedenza del fattore estetico, infatti l’ingresso di una abitazione ricopre un ruolo fondamentale perché consente l’accesso nel proprio mondo garantendo al contempo sicurezza e serenità senza trasformare la propria casa in una fortezza medievale. L’estetica della porta deve essere in sintonia sia con le finestre sia con le porte interne.
Quindi dobbiamo e possiamo pretendere, con gli standard qualitativi odierni, porte sicure ma anche belle. I produttori posseggono una vasta gamma di scelte sia estetiche sia di sicurezza in grado di soddisfare ogni esigenza.

Articolo a cura di Metalnova, azienda specializzata nella vendita di portoncini blindati, visita: http://www.metalnova.it/

L’invenzione dell’aspirapolvere

L’invenzione dell’aspirapolvere deve la sua paternità a 2 inventori: Il primo è Hubert Cecil Booth che intorno al 1901 prendendo spunto da una macchina per la pulizia dei treni, realizzò un apparecchio molto maneggevole, che era in grado di aspirare la polvere. Presentò la sua invenzione in Inghilterra ma la sua idea non riscosse successo.
L’altro inventore fu lo statunitense James Murray Spangler, che a causa della sua patologia asmatica decise di inventare qualcosa che potesse eliminare la polvere tanto dannosa alla sua salute. Si rese conto della potenzialità della sua invenzione ma non aveva i mezzi per una produzione industriale. Pertanto, brevettò l’invenzione nel 1908 e vendette il brevetto alla società di suo cugino, la “Hoover Harness and Leather Goods Factory” società che divenne famosa proprio con la vendita degli aspirapovere.
Per molti anni l’aspirapolvere professionale rimase un articolo di lusso, ma dopo la seconda guerra mondiale la sua diffusione aumentò e divenne, anche, uno dei prodotti della produzione dell’industria italiana.
Una menzione particolare merita senz’altro la storia del Folletto. Alla fine del 1800 la Vorwerk, azienda tedesca fino ad allora specializzata nella produzione di tappeti e grammofoni, a causa della crisi del 1929, decise di produrre degli aspirapolvere partendo dai motori invenduti dei grammofoni. Il primo modello entrò in produzione il 30 maggio 1930. Nonostante il prezzo basso non ebbe molto successo, fino a quando l’azienda non decise di passare al sistema di vendita porta a porta. L’Italia fu il primo mercato al di fuori della Germania dove la Vorwerk iniziò a vendere il suo Folletto, a partire dal 1938, ed è tuttora uno dei principali mercati dell’azienda.